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Recensione doppia “Il mio migliore sbaglio” di R.S. Grey

il mio migliore sbaglio

TITOLO: Il mio migliore Sbaglio

AUTORE: R.S. Grey

EDITORE: Mondadori

LINK D’ACQUISTO: Amazon

RECENSIONE DI SILVIA

Ho scritto e cancellato almeno cinque volte queste parole prima di iniziare a battere freneticamente sui tasti del mio computer. Forse non lo sapete ancora, ma vi devo avvertire che odio scrivere recensioni negative… io mi entusiasmo quando mi innamoro di un romanzo e parlarne è una delle cose che mi viene più spontanea. Quando invece la lettura mi delude entro in silenzio stampa un po’ per la tristezza, un po’ per la paura di fare spoiler parlandone e un po’ perché tendo a rimuovere velocemente ciò che non mi è piaciuto per passare a qualcosa di nuovo e potenzialmente più emozionante. Oggi proverò a raccontarvi cosa è successo durante la lettura di questo romanzo. Le premesse erano molto buone:

  • Una cover dolcissima che ha risvegliato tutto il mio romanticismo anche se, giusto per non essere troppo pignola, mi chiedo: cosa c’entreranno mai i berrettini di lana e la neve che fa da sfondo con una storia ambientata a Los Angeles in piena estate? Boh!

  • Una storia d’amore fresca e proibita tra una giovane promessa del calcio femminile, la diciannovenne Kinsley Bryant, e il suo allenatore, il Bad (Ma quando mai) Boy per eccellenza Liam Wilder, calciatore professionista e punta di diamante della sua squadra.

  • Una meravigliosa compagna di lettura (Benedetta) con cui confrontarmi in tempo reale.

Che potevo chiedere di più? in mezza giornata mi sono letteralmente divorata un centinaio di pagine, anche un po’ di più. Mi sentivo felice perché lo stile dell’autrice è veramente fluido e l’ironia della sua penna mi ha fatto ridacchiare più di una volta. Arrivata intorno a pagina duecento la storia mi sembrava praticamente giunta al termine quindi la domanda inevitabile è stata: che ha ancora da raccontare l’autrice nelle oltre cento pagine che mi mancano alla fine del romanzo? Volete sapere la risposta? Nulla… il romanzo è andato avanti praticamente senza trama, un vero e proprio agglomerato di scene a volte divertenti, a volte sensuali, questo lo devo ammettere, ma senza una connessione, senza un filo conduttore creato per accompagnarci verso un finale sospirato. Mi dispiace veramente dirlo, ma questo romanzo mi ha lasciata incompleta, oltre alla trama mi è mancato anche il personaggio maschile… per carità, Liam è un ragazzo d’oro, perfetto dall’inizio alla fine, e forse è proprio questo il problema: Chi era Liam prima che l’autrice ce lo presentasse? Come è diventato quello che è ora? L’autrice purtroppo ci ha mostrato l’archetipo del belloccio un po’ tosto (che io cerco nella maggior parte delle mie letture, sia chiaro) ma non si è presa la briga di caratterizzarlo. Nessuna evoluzione, nessun cambiamento e soprattutto nessuna spiegazione. Come è possibile che il donnaiolo/festaiolo Liam, mandato ad allenare la squadra femminile come puro gesto di redenzione mediatica, non abbia nemmeno uno scheletro nell’armadio pronto a rivoluzionare il corso della storia? Purtroppo non avremo mai risposta a queste domande il che è un vero peccato perché l’autrice, a mio parere, avrebbe avuto tutto il potenziale per fare molto di più. Due pasticcini e 1/2.

È strano come le piccole cose finiscano per chiarire i sentimenti che provi. Vedere Liam entrare nella mia stanza con una busta di dolci e di alcolici per la mia migliore amica mi fece perdere la testa per lui ancora di più.

RECENSIONE DI BENEDETTA

Ci sono storie che sei tentato  di leggere. Storie che non hanno nulla di speciale, ma che sembrano quasi chiamarti. E allora non ci pensi due volte, le acquisti, magari anche in versione cartacea, perché immagini possano promettere bene.  Poi però, magari, quelle stesse storie ti deludono, lasciandoti annientato dalla noia. Inizia così la mia recensione di questo libro, con uno stato d’animo poco definito e abbastanza combattuto. Quando ho deciso di leggere  Il mio migliore sbaglio, l’ho fatto senza pensarci troppo. Avevo bisogno di una lettura leggera, ma non troppo, di qualcosa che mi intrattenesse, ma che allo stesso tempo mi regalasse qualche emozione.

L’emozione infatti, è sempre alla base delle mie letture. Posso leggere un libro YA o NA,  con uno stile semplice e non particolarmente ricercato, ma mi aspetto sempre che dietro quel determinato romanzo, ci sia una trama degna di suscitare emozioni, una storia che mi  incolli alle pagine.

Purtroppo Il mio migliore sbaglio non è stato uno di questi. L’unica sensazione che ricordo di aver provato durante la lettura è stata quella del vuoto. Detesto scrivere recensioni cattive, davvero. Non posso però fingere di aver provato sensazioni, quando invece mi è sembrato di leggere qualcosa di già letto, di stereotipato e di poco interessante. Questa è la storia di una ragazza di nome Kinsley, che gioca a calcio e spera di potere arrivare alle Olimpiadi molto presto. Appena arrivata al College, Kinsley, si imbatterà in Liam, un calciatore professionista, di cui tutte le ragazze sono invaghite. Quella sera stessa,  i due si conoscono e lui infrange tutti i sogni di Kinsley, raccontandole di non poter trascorrere del tempo con lei, perché il mattino seguente si sarebbero visti agli allenamenti, dato che Liam, altro non è che il suo allenatore. All’inizio la narrazione parte veloce, rapida e l’incontro tra i due personaggi riesce ad essere anche divertente per il lettore, quindi, tanto di cappello alla scrittrice che ha saputo raccontare qualcosa di trito e ritrito rendendo il tutto originale con la sua ironia. Ovviamente, sin dalle prime pagine ho intuito che questa storia, non mi avrebbe suscitato alcuna emozione, ma dato che tendo sempre a leggere i romanzi per intero prima di giudicarli, ho deciso di continuare la lettura per dargli una possibilità. Infatti, come ben sappiamo, non sempre i libri sanno stravolgere il lettore dai primi capitoli, a volta c’è bisogno di essere pazienti e di dare tempo alla storia di intrappolare il lettore tra le righe. Tutto questo però non è accaduto.

L’innamoramento tra i due ragazzi avviene in maniera veloce, troppo veloce. Non sono riuscita neanche a conoscere Liam e a tratti ho avuto anche qualche difficoltà ad immaginarlo. La storia, che non ha storia, sarebbe potuta concludersi intorno alle 120 pagine, evitando di arrivare quasi a 400, risparmiando al lettore l’aspettativa di scoprire qualcosa di più. Mi dispiace moltissimo, perché lo stile della scrittrice non è malvagio, non credo che questo romanzo sia scritto male, ma credo che la vera tragedia sia che non è stato proprio scritto. Per me il contenuto è importante, e qui il contenuto manca. La trama c’è, ma è talmente poco dettagliata da risultare vuota. Probabilmente se la scrittrice si fosse fossilizzata di più sull’intreccio narrativo e meno sui luoghi comuni avrebbe potuto fare un bel lavoro, regalando al lettore una storia vera, magari leggera, ma allo stesso tempo intensa. Non ho percepito l’intensità, ho lottato con la noia da pagina 150 in poi e… ho sperato che finisse in fretta.

Per me purtroppo questa lettura si è dimostrata davvero deludente. Nonostante lo stile mi  sia piaciuto, la mia valutazione è di due  pasticcini su cinque.

 P.S. Di questa lettura ricorderò le risate con Silvia e il nostro continuo confrontarci, attraverso gli sms e i messaggi vocali!

Silvia, Grazie per avermi sostenuta in questa lettura poco stimolante 🙂

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