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Recensione-Dollhouse

Oggi vi parlo di un libro che ho divorato in pochissime ore: Dollhouse di Bianca Cataldi. Questo è il secondo romanzo della serie di Riverside, qui cover e trama di entrambi i libri:

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Riverside, Regno Unito. Le quattro e mezzo di un pomeriggio qualunque. Una scuola abbandonata e cadente alla fine di Silverbell Street. Come la venticinquenne Amabel scoprirà presto, non si tratta di un edificio qualunque: al suo interno, i banchi sono ancora al loro posto e si respira, nell’aria, polvere di gesso. Tutti gli orologi, da quello al di sopra del portone d’ingresso sino al pendolo del salone, sono fermi alle nove e diciannove di chissà quale giorno di chissà quale anno. Cosa è accaduto nella vecchia scuola? Quale evento è stato così sconvolgente da fermare il tempo all’interno di quelle mura? E soprattutto, chi è quel ragazzo in divisa scolastica che si presenta agli occhi di Amabel affermando di frequentare la scuola, benché quest’ultima non sia più in funzione da anni? Tra passato e presente, Bianca Rita Cataldi ci guida in un mondo in cui gli eventi possono modificare lo scorrere del tempo, dimostrandoci che ognuno di noi ha un proprio universo parallelo col quale, un giorno o l’altro, dovrà scendere a patti.

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Riverside, Regno Unito. Dopo il traumatico risveglio in una realtà parallela che non le appartiene, Amabel riesce suo malgrado ad ambientarsi, trovandosi finalmente a suo agio tra i suoi allievi della Lucretius Grammar School, l’amabile collega Rachel e l’impertinente Damian, un suo giovane alunno che è anche il suo unico contatto con la realtà dalla quale proviene. Benché si stia ormai abituando all’insolita situazione, Amabel è comunque costretta a continuare le sue ricerche al fine di comprendere i motivi di ciò che le è accaduto e trovare un modo per tornare a casa. Intanto, l’incubo della bambola dai capelli rosa torna a visitarla dopo sei anni di silenzio. Come Amabel scoprirà ben presto, il segreto dei suoi incubi affonda le sue radici in un’antica favola slava della quale dovrà conoscere ogni aspetto per capire la complessità della sua situazione. Tuttavia, qualcosa trama nell’ombra e Amabel dovrà stare all’erta: è sufficiente un solo errore per spezzare per sempre l’equilibrio e far precipitare Riverside nella rovina.

RECENSIONE

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Il primo libro finisce nel momento esatto in cui Amabel, nel pieno del Ballo d’Inverno, ha un malore a causa di una visione: Megan che suona al pianoforte proprio come la bambola dai capelli rosa dei suoi incubi. L’impertinente Damian la soccorre, rinunciando a divertirsi alla festa con i suoi amici, rinunciando persino di trascorrere la notte con Megan. Il rapporto tra Amabel e Damian infatti diventa sempre più forte, i misteri si infittiscono e nuovi incubi disturbano il sonno della protagonista. Damian dal canto suo, inizia a provare dei sentimenti diversi per la sua professoressa di Storia, la pensa spesso, più volte le dice che è bellissima, vuole starle accanto a tutti i costi. Qualcosa sta sbocciando nel suo cuore e ha tutte le intenzioni di far emergere i suoi nuovi sentimenti. Intanto Amabel, capisce che Rachel, la sua amica e collega, nasconde qualcosa. Ha la conferma di ciò quando un giorno alla caffetteria incontra sua sorella Rita, con la quale nella nuova “vita” non ha alcun tipo di rapporto. Amabel, con l’aiuto di Damian, ormai suo fedele compagno di avventura, cercherà di scoprire tutto ciò che si cela dietro Riverside, la Lucretius Grammar School, la casa in cui vive e quei sogni dove una voce femminile la denomina “Vassilissa”. Riusciranno Amabel e Damian a scoprire la verità? O il sentimento che li lega potrebbe essere deleterio per il fato di tutti?

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Dollhouse è un romanzo particolarissimo, misterioso, emozionante e geniale. Bianca si conferma un’autrice di talento, la sua prosa è magnifica e ipnotizza il lettore. La storia ti travolge e una volta iniziata è impossibile staccarsi anche per soli 2 minuti. Gli avvenimenti si susseguono con ritmo incalzante, lasciando il lettore con il fiato sospeso. Inutile dire che adoro il personaggio di Amabel, sopratutto quando accetta ciò che prova per Damian. Se nel primo libro ho amato Damian, qui l’ho amato ancora di più. Impertinente, sfrontato e brillante, ha incastrato anche me con quegli occhioni azzurri e il ciuffo nero e ribelle. E nel finale… lì mi si è spezzato il cuore e mi si sono inumiditi gli occhi. E’ stato devastante. Non vedo l’ora di leggere il terzo e ultimo libro intitolato “Rewind”, spero che Bianca non mi faccia penare ancora, perchè il mio cuore non potrebbe sostenere tutte queste emozioni.

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5 Cherry-pie per questo gioiellino

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Debora

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