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Recensione Silence-Natasha Preston

slence

Trama:

Oakley Farrell è chiusa nel silenzio da undici anni. All’età di cinque ha smesso di parlare, e nessuno sa perché, anche se l’ipotesi più probabile è che abbia subito un trauma, dato che dal punto di vista fisico non sembra avere niente che non vada. Nonostante gli sforzi della sua famiglia per risolvere il problema, da allora Oakley comunica solo con piccoli gesti e se ne sta rinchiusa in un mondo tutto suo. A scuola viene esclusa e presa in giro dagli altri ragazzi. Ha un solo amico, Cole Benson, che la conosce fin da quando erano entrambi molto piccoli e le è rimasto sempre accanto, perché per lui Oakley è perfetta così com’è. Nel corso degli anni hanno costruito una loro personale versione dell’amicizia. Ma funzionerà ancora quando inizieranno ad avvicinarsi sempre di più?E quando Oakley sarà costretta ad affrontare una persona che arriva dal suo passato, riuscirà ancora a mantenere il suo segreto?

Ci sono libri destinati a scavarti nell’anima. Storie che s’impossessano del tuo essere devastandone improvvisamente ogni parte, lasciandoti inerme di fronte a tanto dolore. Quest’estate ho avuto l’opportunità di leggere Silence e l’ho letto semplicemente perchè cercavo una lettura di genere YA da portare con me sotto l’ombrellone, mai avrei pensato che in quella giornata di sole, con quaranta gradi nell’aria, potessi avvertire i brividi sulle braccia e la sensazione di una tempesta imminente. Ricordo solo di non essere riuscita a muovermi dalla sedia a sdraio e quella sensazione di non poter andare da nessuna parte perchè il romanzo mi stava letteralmente inchiodando a esso. Non era certo la lettura YA che stavo cercando, era molto, molto di più di una semplice lettura da intrattenimento. Ma chi mi conosce bene lo sa, io adoro il dtramma, adoro i libri intensi e anche se di genere, cerco in essi sempre una trama ben costruita, dei personaggi indimenticabili e una forte emozione. Silence però, è stata quell’emozione inaspettata, quel salto nel vuoto che non credevo di poter fare, quel racconto incredibilmente toccante, triste e logorante, che avrei evitato, almeno durante una giornata estiva in spiaggia.

Eppure, ragazzi miei, leggere questo libro è stato un po’ come perdersi, come svuotarsi, radere al suolo ogni certezza e poi lentamente riempirsi di dolore, di sgomento, per poi arrivare a una sorta di serenità. Una speranza. Una luce in fondo al tunnel. La possibilità di credere che la vita possa essere migliore. Che ciò che ha messo in angolo la piccola Oakley, chiusa nel silenzio ormai da ben undici anni, possa essere distrutto, possa essere incendiato, demolito, per poi tornare di colpo al colore, alla vita.

Questa è la storia di Oakley, o meglio, questa non è la storia di una ragazza distrutta, questa è la storia di una famiglia perfetta, ma che è distrutta dentro. Di una famiglia che finge di vivere, ma sopravvive. Di una famiglia, come tante, che si autoconvince che non ci sia niente di strano e che la ragione del silenzio della piccola Oakley sia dovuta solamente a una ragione fisica e non emotiva, come se quel silenzio fosse una malattia per cui non esiste cura, una malattia fisica quindi, non un cancro dell’anima.

Oakley lotta contro le parole e decide di nascondersi dietro un silenzio perfetto. Non comunica più con nessuno. La sua vita è in pausa, eppure continua a scorrere come sangue nelle vene: la scuola, la famiglia e la storia d’amore con il suo migliore amico Cole. Cole infatti è la sua unica certezza, è quel ragazzo in grado di accarezzare il suo silenzio, di capirla con uno sguardo, di accettare che la loro storia sia muta e che le loro conversazioni siano riempite solamente dal suono delle sue parole. Cole è disposto ad accettare quel silenzio pur di amarla, pur di averla al proprio fianco. E credetemi se vi dico che Cole è un personaggio maschile eccezionale e brillante, di quelli di cui lentamente ci si innamora e che si imprimono nel cuore per sempre.

Ma può un silenzio durare in eterno?

Potrà Oakley continuare a tacere per mentire? O forse a un certo punto il nostro cuore è talmente gonfio di dolore che esplode in mille pezzi e vomita tutto ciò che per anni ha represso?

Forse no, non si può tacere per sempre.

Questa storia è eccezionale, e anche se il finale è aperto, è impossibile dimenticarla.

Con la speranza che arrivi al più presto il secondo libro della serie in Italia, io vi consiglio vivamente di leggerlo.

Un abbraccio.

Benedetta

 

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