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Recensione in anteprima|Come fuoco sulla pelle- Debora C. Tepes

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Titolo: Come fuoco sulla pelle

Autrice: Debora C. Tepes

Data di uscita: 10 Aprile 2017

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La recensione di Benedetta

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“Sento il cuore accelerare violento, e mi chiedo come sia possibile. Il mio cuore non batte mai così. Il mio cuore non batte. E invece ora pulsa, martella, colpisce. Frenetico e impazzito.Lo sento rimbombare nelle orecchie e nelle vene, è un rumore assordante.”

Il cuore. Quel muscolo che ha il potere di gestire il nostro corpo, le nostre sensazioni, le emozioni. Quel cuore, apparentemente intatto, chiuso a chiave nel petto, pronto a correre seguendo un ritmo costante, qualche volta, senza preavviso si frantuma, perde parte di quei battiti, si disperde nel vento e diviene sabbia, la sabbia del deserto messicano. Selena, ci ha creduto a quel cuore. L’ha sentito gioire in quei pochi momenti di felicità, quando da piccola, giocando con il suo migliore amico, poteva sentirsi libera, allegra, viva. Poteva essere semplicemente una bambina, che ritrovava parte delle sue certezze infrante negli occhi di quel ragazzino, che le permetteva di andare avanti, di immaginare che oltre la sua condizione ci fosse un mondo inesplorato, una vita ancora da vivere, una felicità da conquistare. Era stata solo una bambina meno fortunata, conviveva con un mondo sporco che le si  appiccicava addosso come fosse la sua ombra, era consapevole che si sarebbe liberata di quel peso, di quell’universo orribile nel quale doveva resistere, che ne sarebbe valsa la pensa, perché prima o poi quel bambino dagli occhi intensi quanto la notte e dal sorriso pronto a rasserenare anche le giornate più cupe, le avrebbe regalato il colore pieno e accecante della felicità, portandola via con sé. Lui le aveva fatto una promessa, l’avrebbe salvata.

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Lui sarebbe stato quel cavaliere senza armatura pronto a lottare contro le fiamme dell’inferno, portandola via. Lontano. Lontano da tutto il marcio, dallo schifo di quella città messicana, da quel contesto terribile, da una madre non madre, che ormai non possedeva neanche più la capacità di amare, perché la droga aveva assuefatto e distrutto anche i  suoi pensieri, anche la sua integrità, anche il ricordo di sua figlia. Ma lui era solo un bambino. Un bambino coraggioso, ma indifeso, forse più fortunato di lei, ma pur sempre un ragazzino. Non avrebbe potuto salvarla. Tiago, si era tatuato addosso il ricordo di quella notte fredda in cui le diceva addio, promettendole di non abbandonarla. Lui aveva promesso. Promesso di tornare a riprenderla, le aveva donato la speranza che molto presto quel mondo marcio di cui Selena faceva parte, sarebbe stato solo quel ricordo logoro con cui avrebbe dovuto combattere, niente di più, perché quel ricordo avrebbe potuto torturarle la mente e il cuore, ma non avrebbe più potuto ferirla, almeno fisicamente. Selena ci aveva creduto. Aveva creduto alle parole di Tiago. Aveva aspettato, aveva lottato con le unghie e con i denti. Portava addosso i segni inflitti da un vita terribile, ma i lividi peggiori erano quelli che le avevano macchiato l’anima,  i segni indimenticabili, quelli che le avevano trafitto il cuore. La sua anima era stata sporcata, ma aveva avuto il coraggio di mantenere intatta la sua purezza. Perché nonostante lo schifo di un mondo terrificante, Selena era riuscita a mantenere integri i suoi valori e l’istinto di sopravvivenza l’aveva portata a superare le barriere, a lottare contro la morte, a trattenere il respiro durante quel lungo viaggio in cui quel brandello di speranza le aveva permesso di provare a lottare contro la paura, la paura di un buio pesto, pronto a travolgerla. Si dice che le anime gemelle siano legate da un filo invisibile, ma indissolubile, che quelle anime saranno pronte a ritrovarsi, a riconoscersi, a riviversi, perché il destino concede sempre loro la possibilità di imbattersi in un nuovo incontro e che nel momento in cui si saranno ritrovate, quelle anime affini, saranno una sola cosa, pronte a raccontarsi, a viversi, a ferirsi, distruggersi per poi ricostruirsi, perché quelle due anime non potrebbero vivere l’una senza l’altra. Perché ciò che muove le loro vite è il ricordo di quelle dita intrecciate, di quello sguardo complice e intenso, della certezza di non essere soli.

Selena e Tiago si ritroveranno e il ritrovarsi sarà inizialmente un po’ come il sentirsi smarriti e vuoti.

Non si è sempre pronti ad affrontare il passato e forse non si è sempre pronti a perdonarsi, se perdonare vuol dire dimenticare una promessa infranta che ti ha costretto a lottare per sopravvivere. Ma se due cuori sono legati, da quel filo indistruttibile, allora occhi negli occhi, mano nella mano, cuore contro cuore, saranno pronti a raccontarsi, a ferirsi nuovamente, a ritrovarsi, a permettere ai loro cuori di smettere di sanguinare e anche quando i ricordi riporteranno alla luce quella macchia che si è depositata sull’anima, quando le lacrime righeranno copiose il volto, riducendo il corpo in singhiozzi, quell’amore, quella forza suprema, diventerà per quei bambini, quell’armatura mai avuta, quell’arma pronta a disintegrare il male, perché adesso la vita non può più intaccare la loro felicità, perché insieme impareranno a rialzarsi, a sostenersi, a combattere le guerre altrui, quando l’altro sarà stanco e distrutto e a ricordare loro che l’amore può tutto.

Perché quel bambino non era riuscito a salvarla, ma la promessa non l’aveva mai infranta. Perché quei ragazzini non avevano fatto altro che promettersi amore.

E l’amore prima o poi avrebbe riempito le loro vite di luce, ricucendo le ferite, permettendo ai lividi di sparire e al cuore di ritrovare quel ritmo costante dei suoi battiti.

Debora C. Tepes ci racconta una storia d’amicizia, d’amore e di dolore.

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Con la sua penna abile narra di una tematica delicatissima, con lo stile fluido racconta il tormento di una ragazzina costretta a lottare per sopravvivere, di un bambino, orma diventato uomo che, adesso, darebbe la vita pur di proteggere quell’amica, quella ragazzina indifesa, quella donna sexy e coraggiosa che è riuscita a conquistare la sua vita senza l’aiuto di nessuno. E poi ci racconta di una delle storie d’amore più dolci e intense che io abbia mai letto. Di quel legame, che non si spezza, che resta vivo nelle anime dei protagonisti e che permette loro di combattere.

Forse è proprio vero che l’amore talvolta può salvarti la vita. Questa storia sicuramente ne è la prova.

5 meritatissime stelle per Debora C. Tepes, che ancora una volta, con il suo stile, la sua trama e i suoi protagonisti è pronta a travolgerti come un vortice all’interno delle pagine.

Perché quando leggi questa storia non sei uno spettatore, tu sei parte integrante di essa. Tu, semplicemente vivi ogni sensazione, ogni dolore, ogni brivido, ogni momento felice. E forse, quando i tuoi occhi si poseranno sull’ultima pagina ti sentirai un po’ solo, proprio come quando si perde qualcosa.

Quel qualcosa è una storia eccezionale, da cui non ti sentirai pronto a staccarti, perché forse, continuerà a vivere dentro di te.

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La recensione di Silvia

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COME FUOCO SULLA PELLE è un romanzo che si divora in poco tempo perché le pagine bruciano veloci, una dopo l’altra, sotto i nostri occhi incantati. Ho letto tutti i lavori di Debora C. Tepes e posso affermare con certezza che quest’ultimo è diventato immediatamente uno dei miei preferiti. La crescita stilistica dell’autrice è innegabile e si percepisce ogni volta, di romanzo in romanzo. Attira il lettore nella sua rete fin dal prologo che è un vortice di dolore da cui si viene risucchiati perché non ci sono appigli, quindi, non si può fare altro arrendersi e lasciarsi sommergere. La tematica che dà il via a questa storia è molto forte e sicuramente molto attuale e occupa principalmente la prima parte del romanzo per poi lasciare spazio a delle sfumature più intriganti e meno dolorose.

Come fuoco sulla pelle 2.jpgUna delle cose che più mi ha colpito della narrazione è stata la veridicità con cui sono state raccontate le scene più drammatiche. In alcuni momenti non sono stata in grado di impedire al mio cuore di battere furioso e alla mia pelle di rabbrividire. In quei momenti non ero più a casa mia, comodamente seduta in poltrona, bensì venivo risucchiata e trasportata esattamente dove voleva l’autrice. I protagonisti di questa storia sono due Selena e Tiago e il doppio punto di vista ci chiarisce fin da subito che sono importanti in egual misura.

Come fuoco sulla pelle 02.jpg Selena è, senza dubbio, il mio personaggio preferito, a soli vent’anni ha già sofferto più di quanto una persona dovrebbe soffrire in una vita intera. Ha imparato ben presto a non fidarsi delle persone e a non credere nelle favole. Eppure, una parte di lei non può smettere di sperare, perché la speranza è una fiammella che, seppur debole, ancora riesce a scaldare il suo cuore quasi completamente ghiacciato. Se non fosse per quella piccola fiammella probabilmente si sarebbe già lasciata morire. Selena possiede un solo ricordo felice della sua infanzia spezzata, ma purtroppo anche quello è stato oscurato da una promessa ormai infranta. La forza di questa giovane donna emerge chiaramente quando tra il morire e porre fine a tutte le sue pene e combattere per continuare a vivere, Selena sceglie di vivere, perché nonostante tutto vuole conquistare quella felicità che le è stata brutalmente negata. Purtroppo la strada per raggiungerla è lunga e tortuosa perché la povera ragazza dovrà scontrarsi con tutti i suoi demoni sia reali che mentali e, si sa, per raggiungere la felicità bisogna prima convincersi di meritarla davvero. Il percorso evolutivo di Selena è quello più lento, occupa tutto lo spazio della narrazione, il che rende questo personaggio ancora più reale ai miei occhi. Lasciare che il passato smetta di definire ciò che siamo e ciò che potremmo diventare in futuro è una delle lotte più dure che l’essere umano si ritrova a combattere ogni giorno, e Selena non è l’eccezione. Il lettore a un certo punto si ritrova a combattere insieme a lei. Tiago, invece, è il maschio alfa, il macho irraggiungibile per cui è impossibile non prendere una sbandata. È il fuoco che ti attira per il suo calore, ma che ti ustiona se ti avvicini troppo oltre il limite consentito. La prima parte della vita di Tiago è un ricordo doloroso, difficile da dimenticare, ma ancora più difficile da ricordare.

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Tiago a ventidue anni ha tutto quello che si possa desiderare, eppure c’è ancora un frammento mancante affinché la sua anima torni, finalmente, a essere intera. Il mio rapporto con questo personaggio è stato controverso: da un lato mi irritava con la sua spavalderia e quell’estrema sicurezza di sé, dall’altra il suo fascino è innegabile, Tiago rappresenta quel ragazzaccio che tanto ci fa impazzire. Inizialmente mi sentivo protettiva nei confronti di Selena, proprio come una sorella maggiore. Temevo che Tiago l’avrebbe fatta soffrire. La chimica tra questi due personaggi però è innegabile. Selena per Tiago è stata, fin dal primo momento, quel pezzo mancante che completava la sua anima.

Come fuoco sulla pelle 3.jpgL’unico problema è, forse, riuscire a capire come incastrarlo nuovamente, perché il tempo ne ha inevitabilmente affilato gli angoli.

La storia tra Tiago e Selena è un incendio indomabile che divampa impietoso ed è stata un’emozione intensa osservare, durante il corso della lettura, come queste due metà un unico intero imparavano a non bruciarsi, ma ad alimentare il fuoco fino ad esserne una parte stessa.

Non ho voluto svelare, pressoché nulla della trama per non rovinare il piacere di scoprire questa storia, capitolo dopo capitolo, a chi ancora lo deve leggere. E questa, vi assicuro, è una storia che merita di essere letta.

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Benedetta e Silvia
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